venerdì 26 aprile 2013

Un giorno di gloria per Miss Pettigrew - Winifred Watson


(Miss Pettigrew Lives for a Day - 1938)

"Non si trucca...!" ripeté scandalizzata Miss Dubarry. "E perché? E' indecente andarsene in giro nuda"... Miss Pettigrew la guardò con espressione vacua. Aveva la mente in subbuglio, i pensieri presi in un vortice, un tumulto interiore che le dava il capogiro. Già, perché? Tutti quegli anni, e mai una volta l'eccitante brivido d'incipriarsi il naso. Altre l'avevano provato, ma non lei. Tutto perché le mancava il coraggio; tutto perché non aveva mai pensato con la sua testa. La cipria, tuonava  il curato suo padre, è la strada per l'inferno. Il rossetto, sussurrava sua madre, è il primo passo verso la dannazione. Il belletto per le guance, la fulminava suo padre, è la lusinga delle sgualdrine. La matita per gli occhi, sospirava sua madre, una vera signora non la usa mai...!

Se tu leggi quanto me, sai bene il piacere perverso che si prova ad accantonare ogni tanto i  capolavori della letteratura per dedicarsi a qualcosa di più leggero, solo per il gusto di lasciarsi scivolare addosso una storia senza pensarci troppo: salvo poi incozzare in un capolavoro di altro genere. Miss Pettigrew è la classica, scialba zitella inglese. Ma, per una serie di equivoci esilaranti, si ritrova a vivere una giornata intensissima di avvenimenti che stravolgono tutto il suo essere. La conclusione forse non è delle più esaltanti, ma ormai l'argine è sfondato, e chissà l'indomani che succederà! Questo romanzo è velocissimo da leggere, superiore ad ogni aspettativa e divertente. Quando fu pubblicato nel 1938 ebbe un'accoglienza trionfale; successo replicato nel 2000 con la sua ripubblicazione da parte della sofisticata casa editrice inglese Persephone.  Inutile dire quanto mi sia piaciuto: ho ancora davanti agli occhi miss Ginevra Pettigrew con le fattezze e l'eleganza di Dafne di "A qualcuno piace caldo".   

venerdì 5 aprile 2013

Poesie - Lawrence Ferlinghetti


(Poesie -1997)

Populist Manifesto for Poets, with Love

Poets, come out of your closets, 
Open your windows, open your doors, 
You have been holed-up too long 
in your closed worlds.
Come down, come down
from your Russian Hills and Telegraph Hills, 
your Beacon Hills and your Chapel Hills,
your Mount Analogues and Montparnasses, 
down from your foothills and mountains, 
out of your teepees and domes. 
The trees are still falling
and we’ll to the woods no more. 
No time now for sitting in them 
As man burns down his own house 
to roast his pig
No more chanting Hare Krishna 
while Rome burns.
San Francisco’s burning, 
Mayakovsky’s Moscow’s burning 
the fossil-fuels of life. 
Night & the Horse approaches
eating light, heat & power, 
and the clouds have trousers. 
No time now for the artist to hide 
above, beyond, behind the scenes, 
indifferent, paring his fingernails, 
refining himself out of existence. 
No time now for our little literary games, 
no time now for our paranoias & hypochondrias, 
no time now for fear & loathing, 
time now only for light & love. 
We have seen the best minds of our generation 
destroyed by boredom at poetry readings. 
Poetry isn’t a secret society, 
It isn’t a temple either. 
Secret words & chants won’t do any longer. 
The hour of oming is over, 
the time of keening come, 
a time for keening & rejoicing 
over the coming end
of industrial civilization 
which is bad for earth & Man. 
Time now to face outward 
in the full lotus position 
with eyes wide open, 
Time now to open your mouths 
with a new open speech, 
time now to communicate with all sentient beings, 
All you ‘Poets of the Cities’ 
hung in museums including myself,
All you poet’s poets writing poetry 
about poetry, 
All you poetry workshop poets 
in the boondock heart of America, 
All you housebroken Ezra Pounds, 
All you far-out freaked-out cut-up poets, 
All you pre-stressed Concrete poets, 
All you cunnilingual poets, 
All you pay-toilet poets groaning with graffiti, 
All you A-train swingers who never swing on birches, 
All you masters of the sawmill haiku in the Siberias of America, 
All you eyeless unrealists, 
All you self-occulting supersurrealists, 
All you bedroom visionaries and closet agitpropagators, 
All you Groucho Marxist poets 
and leisure-class Comrades 
who lie around all day and talk about the workingclass proletariat, 
All you Catholic anarchists of poetry, 
All you Black Mountaineers of poetry, 
All you Boston Brahims and Bolinas bucolics, 
All you den mothers of poetry, 
All you zen brothers of poetry, 
All you suicide lovers of poetry, 
All you hairy professors of poesie, 
All you poetry reviewers 
drinking the blood of the poet, 
All you Poetry Police -
Where are Whitman’s wild children, 
where the great voices speaking out 
with a sense of sweetness and sublimity, 
where the great’new vision, 
the great world-view, 
the high prophetic song 
of the immense earth 
and all that sings in it 
And our relations to it -
Poets, descend 
to the street of the world once more 
And open your minds & eyes 
with the old visual delight,
Clear your throat and speak up, 
Poetry is dead, long live poetry 
with terrible eyes and buffalo strength. 
Don’t wait for the Revolution 
or it’ll happen without you, 
Stop mumbling and speak out 
with a new wide-open poetry 
with a new commonsensual ‘public surface’ 
with other subjective levels 
or other subversive levels, 
a tuning fork in the inner ear 
to strike below the surface. 
Of your own sweet Self still sing 
yet utter ‘the word en-masse -
Poetry the common carrier 
for the transportation of the public 
to higher places
than other wheels can carry it. 
Poetry still falls from the skies 
into our streets still open. 
They haven’t put up the barricades, yet, 
the streets still alive with faces, 
lovely men & women still walking there, 
still lovely creatures everywhere, 
in the eyes of all the secret of all 
still buried there, 
Whitman’s wild children still sleeping there, 
Awake and walk in the open air. 


Manifesto populista. Per i Poeti, con Amore - Lawrence Ferlinghetti


Poeti, uscite dai vostri studi,
aprite le vostre finestre, aprite le vostre porte,
siete stati ritirati troppo a lungo
nei vostri mondi chiusi.
Scendete, scendete
Dalle vostre Russian Hills e dalle vostre Telegraph Hills,
Dalle vostre Beacon Hills e dalle vostre Chapel Hills,
dalle vostre Brooklyn Heights e dai Montparnasse,
giù dalle vostre basse colline e dalle montagne,
fuori dalle vostre tende e dai vostri palazzi.
Gli alberi stanno ancora cadendo
E non andremo più nei boschi.
Non è il momento ora di sedersi tra loro
quando l’uomo incendia la propria casa
per arrostire il maiale.
Non si canta più Hare Krishna 
mentre Roma brucia.
San Francisco sta bruciando
La Mosca di Majakowskij sta bruciando
I combustibili fossili della vita.
La notte & il cavallo si avvicinano
Mangiando luce, calore & forza
E le nuvole hanno i calzoni.
Non è il momento ora di nascondersi per l’artista
sopra, oltre, dietro le scene,
indifferente, tagliandosi le unghie,
purificandosi fuori dall’esistenza.
Non è il momento ora per i nostri piccoli giochi letterari,
Non è il momento ora per le nostre paranoie & ipocondrie,
non è il momento ora per la paura & il disgusto,
è il momento solo per la luce e per l’amore.
Abbiamo visto le migliori menti della nostra generazione
Distrutte dalla noia ai reading di poesia.
La poesia non è una società segreta,
né un tempio.
Le parole & i canti segreti non servono più.
L’ora di emettere l’OM è passata,
viene l’ora di cantare un lamento funebre,
un momento per cantare un lamento funebre & per gioire
sulla fine in arrivo
della civiltà industriale
che è nociva per la terra & per l’Uomo.
Il momento ora di esporsi
nella completa posizione del loto
con gli occhi bene aperti,
il momento ora di aprire le nostre bocche
in un nuovo discorso aperto,
il momento ora di comunicare con tutti gli esseri coscienti,
tutti voi, “Poeti delle Città”
appesi nei musei, includendo me stesso,
tutti voi poeti del poeta che scrive la poesia
sulla poesia
tutti voi poeti di poesia da laboratorio
nel cuore- giungla d’America
tutti voi addomesticati Ezra Pound, 
tutti voi poeti pazzi, sballati, malconci,
tutti voi poeti della Poesia Concreta pre-compressa,
tutti voi poeti cunnilingui,
tutti voi poeti da gabinetto a pagamento che vi lamentate con graffiti,
tutti voi ritmatori da metropolitana che non ritmate mai sulle betulle,
tutti voi padroni delle segherie haiku 
nelle Siberie d’America,
tutti voi non realisti senza occhi,
tutti voi supersurrealisti autonascosti,
tutti voi visionari da camera da letto,
ed agitprop da gabinetto,
tutti voi poeti alla Groucho Marxista 
e Compagni di ozio di classe
che restano inattivi tutto il giorno
e che parlano del lavoro di classe del proletariato,
tutti voi anarchici Cattolici della poesia,
tutti voi Neri Montanari della poesia,
tutti voi Bramini di Boston e bucolici di Bolinas,
tutti voi baby-sitters della poesia,
tutti voi fratelli zen della poesia,
tutti voi amanti suicidi della poesia,
tutti voi capelluti professori della poesia,
tutti voi critici di poesia
che bevete il sangue dei poeti,
tutti voi Poliziotti della Poesia-
Dove sono i figli di Whitman,
dov’è la grande voce che parla ad alta voce
con un senso di dolcezza & di sublimità,
dov’è la nuova grande visione,
la grande visione del mondo,
l’alta canzone profetica
dell’immensa terra
e tutto ciò che canta in essa
e il nostro rapporto con essa-
Poeti, scendete
Nelle strade del mondo ancora una volta
E aprite le menti & gli occhi
Con la vecchia delizia visuale,
schiarite la gola e parlate più forte,
la poesia è morta, lunga vita alla poesia
con occhi terribili e forza di bufalo.
Non aspettate la rivoluzione
o succederà senza di voi.
Smettete di mormorare e parlate ad alta voce
con una nuova poesia gridata
con una nuova comune-sensuale “comprensione-pubblica”
con altri livelli soggettivi
od altri livelli sovversivi,
un diapason nell’orecchio interno
per colpire sotto la superficie.
Del vostro dolce Io che ancora cantate
Ancora esprimete “la parola en-masse”-
Poesia il veicolo comune
per il trasporto pubblico
verso luoghi più alti
di altre ruote che possono portarla.
Poesia che ancora cade dai cieli
dentro le nostre strade ancora aperte.
Loro non hanno ancora innalzato barricate,
le strade animate ancora con visi,
uomini & donne attraenti camminano ancora qui,
dovunque ancora attraenti creature,
negli occhi di tutti il segreto di tutti
qui ancora sepolto,
i selvaggi figli di Whitman qui ancora dormono,
si svegliano e camminano nell'aria aperta. 


(Lawrence Ferlinghetti - Usa 1919)

Ispirato da Whitman, Majakovskij e Blake, Ferlinghetti contesta la società borghese usando i mezzi tipici della Beat Generation: la vita vagabonda senza radici, il ricorso all'alcool e alle droghe, il misticismo orientaleggiante; ma in tutta la sua opera non manca mai quel velo di tenerezza che me lo rende molto caro. Molte delle sue poesie sono destinate ad essere recitate con l'accompagnamento di musica jazz.

"Perché sono un distillatore 
di poesia.
Sono una banca del canto.
Sono una pianola
in un casino abbandonato
sulla riva del mare
in una fitta nebbia
e ancora suono".