giovedì 30 agosto 2012

La Tempesta - William Shakespeare



(The Tempest - 1611)


                                  

PROSPERO


You do look, my son, in a moved sort,
As if you were dismay'd: be cheerful, sir.
Our revels now are ended. These our actors,
As I foretold you, were all spirits and
Are melted into air, into thin air:
And, like the baseless fabric of this vision,
The cloud-capp'd towers, the gorgeous palaces,
The solemn temples, the great globe itself,
Ye all which it inherit, shall dissolve
And, like this insubstantial pageant faded,
Leave not a rack behind. We are such stuff
As dreams are made on, and our little life
Is rounded with a sleep.

(act 4, scene 1)
Prospero: Figlio mio, sembri colpito da un grande sbigottimento. Ma sta di buon animo. Le nostre feste sceniche sono finite. Questi nostri attori, come del resto avevo già detto, erano soltanto degli spiriti, e si sono dissolti nell’aria, nell’aria sottile. E simili in tutto alla fabbrica senza fondamento di questa visione, le torri incappucciate di nubi, gli splendidi palazzi, i sacri templi, lo stesso globo terrestre e tutto quel vi si contiene s'avvieranno al dissolvimento, e, al modo di quello spettacolo senza corpo che avete visto pur ora dissolversi, non lasceranno dietro a sé nemmeno un solo strascico di nube.
Noi siamo fatti della medesima materia di cui sono fatti i sogni,
e la nostra vita breve è circondata dal sonno. 



Quando leggo qualcosa di Shakespeare mi meraviglio ogni volta: sembra impossibile che queste commedie, tragedie e sonetti siano stati scritti più di 400 anni fa. Cerco di leggere sempre in lingua originale perché in una parola lui esprime tutta l'idea, mentre i traduttori devono usare circonlocuzioni spesso pompose e annoianti, che non trasmettono assolutamente ironia e umorismo. "La Tempesta" in particolare è davvero esaltante:  breve, sintetica, visionaria. Indimenticabili Ariel, spiritello sbruffoncello, ed il suo contraltare  Caliban. E' l'ultima commedia  scritta e interpretata da Shakespeare, che identificandosi con Prospero, con questo monologo di chiusura  dà l'addio al teatro:

« EPILOGUE -  PROSPERO -

 Now my charms are all o'erthrown,
And what strength I have's mine own, 
Which is most faint: now, 'tis true,
I must be here confined by you,
Or sent to Naples. Let me not, 
Since I have my dukedom got 
And pardon'd the deceiver, dwell 
In this bare island by your spell; 
But release me from my bands 
With the help of your good hands: 
Gentle breath of yours my sails 
Must fill, or else my project fails, 
Which was to please. Now I want 
Spirits to enforce, art to enchant, 
And my ending is despair, 
Unless I be relieved by prayer, 
Which pierces so that it assaults 
Mercy itself and frees all faults. 
As you from crimes would pardon'd be, 
Let your indulgence set me free. »



EPILOGO - PROSPERO
Ora i miei incanti son tutti spezzati,
e quella forza che ho è mia soltanto
e assai debole. Ora senza dubbio
potete confinarmi qua
o farmi andare a Napoli. Non vogliate,
giacché ho riavuto il mio ducato
e perdonato al traditore, che io resti ad abitare,
in grazia del vostro magico potere, questa isola;
ma liberatemi da ogni inceppo
con l'aiuto delle vostre valide mani.
Un gentil vostro soffio deve gonfiar le mie vele,
altrimenti fallisce il mio scopo
che era quello di divertire. Ora non ho
spiriti a cui comandare, né arte da far incantesimi,
e la mia fine sarà disperata
a meno che non sia soccorso da una preghiera
che sia così commovente da vincere
la stessa divina misericordia e liberare da ogni peccato.
E come voi vorreste esser perdonati di ogni colpa,
fate che io sia affrancato dalla vostra indulgenza.


venerdì 24 agosto 2012

Sotto il bosco di latte - Dylan Thomas



(Under Milk Wood - 1954 postumo)

"Time passes. Listen. Time passes."


Dylan Thomas (Galles 1914-1953)

Ho scattato queste foto appena una settimana fa, quando sono andata al Dylan Thomas Centre di Swansea a godermi la mostra permanente The Man & Myth, dedicata a questo grande autore gallese, morto alcolizzato nel 1953, ad appena 39 anni, ed imperniata soprattutto sul suo capolavoro Under Milk Wood, nato come radiodramma, e destinato ad essere poi rappresentato innumerevoli volte a teatro.
Siamo in Galles, nell'immaginario villaggio di Llareggub (che letto al contrario è Bugger All, cioè massima fregatura), dove, nell'arco di 24 ore, si intrecciano le voci narranti dei suoi abitanti (vivi e morti) fino a ricostruire l'essenza stessa di ogni paese, in cui tutti sanno tutto di tutti, problemi, misfatti, debolezze. E' una innovativa opera corale, basata essenzialmente sul gioco di dialoghi, frasi e parole, fino a raggiungere livelli altissimi di poesia. Spesso viene accomunato all'Antologia di Spoon River.



                                Captain Cat: il vecchio lupo di mare protagonista dell'opera