mercoledì 25 aprile 2012

Fahrenheit 451 - Ray Bradbury




(Fahrenheit 451 - 1953)

Il vecchio annusò il volume. 
"Sapete - proseguì - che i libri hanno un po' l'odore della noce moscata o di certe spezie d'origine esotica? Amavo annusarli, da ragazzo.  Signore, quanti bei libri c'erano al mondo un tempo, prima che noi vi rinunciassimo!"

Metto questo libro, che qualche anno fa mi veniva spesso in mente. Perché c'è stato un tempo, forse cessato, forse no, in cui la gente come me ha avuto davvero paura. Immersi negli slogan, assuefatti all'ignoranza, moltissimi individui hanno creduto veramente che la chiave del successo fosse riposta nel consumismo, nel lusso, nella ricchezza materiale. Un tempo infame, nel quale i libri, lo studio, la ricerca erano diventati una minaccia per quei pochi stolti al potere, a cui faceva difetto una consapevolezza eterna: tutto il sapere, il nostro essere, il nostro divenire, giacciono tra le pagine di qualche libro. Perché non succeda mai più, perché non succeda mai, che  qualche ignorante voglia portare un popolo al suo livello.


La locandina del film di Truffaut - 1966

‎"Il vero orrore è quello di un mondo in cui è proibito leggere,
dunque è proibito conoscere, amare, ricordare..."
François Truffaut


domenica 22 aprile 2012

Dizionario delle cose perdute - Francesco Guccini



Ma anche noi, da ragazzi, giocavamo, e non smettevamo mai: senza elettricità e con niente inventavamo strumenti ludici, e ogni tanto mi prende un desiderio strano, la voglia di radunare qualche coetaneo e, in segreto, di nascosto, da qualche parte, rifare almeno uno dei vecchi giochi che, senza bisogno di attaccare una spina, resero felice la nostra infanzia.


E' inevitabile per tutti noi che arrivi  questo momento: guardarci indietro e sorridere. 
La maggior parte delle cose perdute di cui parla Guccini le conosco anch'io, ed è stato un'incredibile piacere riscoprire chicles, carte moschicide, cinema all'aperto, cerbottane e coperchini, il famigerato FLIT.... manca solo la cremalba e sarebbe stato un trionfo. Essendo bolognese, ovviamente sono facilitata nella lettura e ancora più divertita. Ma anche i non-emiliani si divertiranno, rileggendo per esempio di certe acconciature a banana...  Si divertirà mio fratello che la esibisce in una foto a 4 anni,  ma si divertirà anche una mia amica, che abita a seicento chilometri di distanza, pure lei rassegnata alla foto col ricciolone sul capo, vero emblema dell'infanzia anni '50!

mercoledì 18 aprile 2012

Il ritratto di Dorian Gray - Oscar Wilde


(The Picture of Dorian Gray - 1890)

"Sono geloso di tutte le cose la cui bellezza non muore. Sono geloso del ritratto che mi hai fatto. Perché deve conservare quello che io dovrò perdere? A me ogni momento che passa toglie qualcosa, ad esso aggiunge qualche cosa. Oh se fosse il contrario! Se il ritratto potesse cambiare e io potessi essere sempre quello che sono adesso!"


Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde (Ireland 1854-1900)

Narcisista, edonista, artista. Un manifesto a caratteri cubitali sui miti della bellezza e della giovinezza ad ogni costo, come chiave di successo. Innamorato di se stesso, ma soprattutto della propria immagine esteriore, Dorian non esita un istante, nemmeno davanti alla crudeltà, pur di godere all'infinito della crescente popolarità che riscuote. Calpesterà tutto e tutti: la sua ossessione non sembra destinata a finire. Eppure, appesa da qualche parte, c'è una coscienza che rimorde. E la parabola sfavillante di Dorian Gray si interrompe bruscamente nello sfacelo e nella distruzione.



Helmut Berger nel film "Il Dio chiamato Dorian" 

domenica 15 aprile 2012

Casa di bambola - Henrik Ibsen


(Et Dukkehjem - 1879)


HELMER: prima di ogni altra cosa, tu sei sposa e madre.
NORA: Non credo più a questi miti. Credo di essere innanzitutto un essere umano, come lo sei tu... o che almeno devo sforzarmi di diventarlo. So che la maggioranza degli uomini ti darà ragione, e che anche nei libri ci deve essere scritto che hai ragione tu. Ma io non posso più ascoltare gli uomini, né badare a quello che è stampato nei libri. Ho bisogno di idee mie e di provare a vederci chiaro.

  


Siamo nel lontano 1879, e la superficialità delle Desperate Housewives era di là da venire. Nora è una casalinga in gabbia, perfetta nel ruolo di sottomessa e dipendente dal marito, a sua volta perfetto nel proprio ruolo di depositario di ogni verità, moralità e ragionevolezza. Ma un gesto di Nora, dettato comunque dall'amore verso il marito, svelerà la meschinità e la pochezza morale di quest'ultimo, col risultato di liberare Nora dalla sua soffocante casa di bambola. 
Opera sicuramente datata, ma tuttora efficace nella feroce critica ai ruoli convenzionali di uomo-donna dell'epoca. Per riprendere il paragone iniziale, quanta dignità in questa donna di 130 anni fa, e quanta inutilità in alcune donne patinate.




mercoledì 11 aprile 2012

Piccole donne - Louisa May Alcott







(Little Women - 1868)

Arrivata su, Meg trovò la sorella che mangiava mele e piangeva sopra L'Erede di Redcliffe, semimbacuccata in uno scialle e sdraiata su un vecchio divano a tre gambe, presso la finestra. Questo era il rifugio preferito di Jo, che amava qui ritirarsi con una mezza dozzina di mele ruggine e un bel libro, per godere il suo riposo e la compagnia di un topolino che viveva lì vicino e che non si preoccupava affatto della sua presenza. 




Non temo le legnate che ovviamente mi arriveranno, sono legata a questo libro da un ricordo favoloso: mia nonna Emma che mi regala per il mio ottavo compleanno il PRIMO di una serie infinita di libri. Editrice Boschi, naturalmente: adesso so che erano libri straziati da tagli, ma le sei tavole disegnate separavano l'infanzia dall'adolescenza, aiutavano i bambini come me a sgusciare fuori dal bozzolo delle favole e ad arrivare all'ultima pagina; rendevano in immagini, ingenue come le cartoline di Natale, quello che le nostre menti infantili cercavano di cogliere in situazioni nuove di un mondo più ampio. Ho imitato Jo March in tutto il possibile, e lei mi ha ricambiato tatuandomi indelebilmente nella mente l'equazione: appena hai due soldi hai un libro nuovo. Formula perfezionata da Stardi di Cuore qualche anno dopo: Libreria! Tendine! rilegature! I bianchi accanto ai rossi! Immaginatevi una bambina di otto anni alle prese con una bambina che ama i libri, o con un bambino che ammira una libreria piena dei suo libri preferiti: ne farà un mito unico, al quale non sfuggirà nemmeno se lo vuole. Ringrazio ancora oggi i miei, che mi hanno comprato tutti i libri che volevo, a patto che li leggessi davvero!



Katharine Hepburne (Jo March) nel film di Cukor (1933)

lunedì 9 aprile 2012

L'isola del tesoro - Robert Louis Stevenson




(Treasure Island - 1883)

Portava una grande benda verde davanti agli occhi e procedeva curvo, per l'età o per la stanchezza. Indossava un vecchio e sbrindellato mantello con cappuccio, che lo rendeva del tutto deforme. Non avevo mai visto, sino ad allora, figura più spaventevole. Si fermò a qualche passo dalla locanda e, cominciando a parlare con una strana cantilena, si rivolse in direzione dello spazio che gli stava di fronte: "Può qualche gentile amico informare un povero cieco, che ha perso la vista per servire la sua patria, e Dio benedica Re Giorgio, in quale zona del paese si trova ora?"
"Siete all'Ammiraglio Benbow, baia di Black Hill, buon uomo" dissi. 



Admiral Benbow Inn - Penzance (Cornwall)

Di questo libro, in casa mia, ce ne sono almeno sei versioni diverse, e ne ho smarrita una, quella dei miei dieci anni dell'Editrice Boschi. E' un romanzo di purissima e magica avventura, con il  merito di aver ritratto una moltitudine di personaggi, pirati, militari, politici, avventurieri, con grande realismo e senza alcun intento moralistico, anzi, in aperto contrasto con  il clima vittoriano imperante  nel 1883. Del resto la sua ideologia è dichiarata nella poesia d'apertura: offrire un romanzo di avventure ai giovani diventati troppo seriosi.

TO THE HESITATING PURCHASER
If sailor tales to sailor tunes,
Storm and adventure, heat and cold,
If schooners, islands, and maroons,
And buccaneers, and buried gold,
And all the old romance, retold
Exactly in the ancient way,
Can please, as me they pleased of old,
The wiser youngsters of today:
So be it, and fall on! If not,
If studious youth no longer crave,
His ancient appetites forgot,
Kingston, or Ballantyne the brave,
Or Cooper of the wood and wave:
So be it, also! And may I
And all my pirates share the grave
Where these and their creations lie!

ALL'INCERTO ACQUIRENTE
Se mai storie di mare, narrate su ritmi marini,
e tempeste, e avventure, e geli, e ardenti calure;
se mai velieri, e isole, e gente lasciata a marcire
su spiagge deserte, e pirati, e tesori sepolti,
e tutte le vecchie epopee, narrate di nuovo
nei modi di un giorno, possano ancora piacere
a questa gioventù tanto disincantata
come a me piacquero un tempo, allora, suvvia,
che il racconto cominci! Ove, però, gli studiosi
giovani d'oggi, dismesse le antiche passioni,
più non percorreranno Kingston, né Ballantyne l'ardito,
né Fenymore Cooper, con le sue selve e i suoi mari,
ebbene, avanti comunque, dovessimo pur sprofondare,
io e i miei bucanieri, in quello stesso sepolcro
ove costoro riposano insieme alle loro creature!




“Life is not a matter of holding good cards, but of playing a poor hand well.” 
Robert Louis Stevenson (Scotland 1850-1894)

sabato 7 aprile 2012

Il dottor Jekyll e Mister Hyde - Robert Louis Stevenson




(The strange case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde - 1886)

Il mio demonio era stato lungo tempo imprigionato e si scatenò ruggendo. 
Appena presa la bevanda, ebbi la coscienza di una tendenza al male più sbrigliata e più furiosa. 
Deve essere stato questo, mi pare, che suscitò nell'anima mia quella tempesta d'impazienza con la quale ascoltai le parole cortesi della mia infelice vittima...

Intanto questo libro si è scelto da sé, cascandomi in testa mentre cercavo di agguantare Anna Karenina, e mi sono detta: perché no? In fin dei conti la questione del doppio mi intriga assai... Ed intrigava anche l'esimio dr. Jekyll, tanto da sperimentare su se stesso la pozione capace di liberare la personalità nascosta che, secondo lui, giace latente in ognuno di noi. Nulla di soprannaturale, in questo racconto, ma una inquietante ed estrema trattazione di un argomento insolito per l'epoca (1886), ma anticipatore di numerose disquisizioni antropologiche successive. Chi siamo? Quello che crediamo o l'altro, quello che si annida dentro la nostra anima e ci fa fare, in certi momenti, cose impensabili per noi stessi? O siamo entrambi, un misto tra il bene e il male, diversamente dosati? Probabilmente la risposta giace in un certo punto a metà strada. Io credo che  sia meglio esserne consapevoli. E anch'io.


Una scena del film di Mamoulian del 1932


Spencer Tracy nel film di Fleming del 1941

mercoledì 4 aprile 2012

Siddharta - Hermann Hesse




(Siddharta - 1922)

Tutto questo era sempre esistito nei suoi mille aspetti variopinti, sempre erano sorti il sole e la luna, sempre avevano scrosciato i torrenti e ronzato le api, ma nel passato tutto ciò non era stato per Siddharta che un velo effimero e menzognero calato davanti ai suoi occhi, considerato con diffidenza e destinato ad essere trapassato e dissolto dal pensiero, poiché non era realtà: la realtà era al di là delle cose visibili.

Un iperclassico. Racconta con una pacatezza tutta orientale come Siddharta affronti i dubbi esistenziali  che lo agitano per tutta la durata della sua vita. Questo giovane, inquieto indiano, mai sazio di sapere, capire, affrontare, e andare oltre, era destinato inevitabilmente a diventare un cult di riferimento per i giovani di tutto il mondo. In Italia questo romanzo è diventato popolare alla fine degli anni '60 come guida spirituale dei Figli dei Fiori, Hippies e pacifisti, ma,  nonostante sia considerato spesso come il vangelo dei fricchettoni, rimane comunque uno tra i più grandi romanzi del secolo scorso, universalmente amato.


Hermann Hesse (Germania 1877-1962)